Sorrido divertito davanti ai titoloni delle testate on line e a certi post sui social network che esaltano l’intervento di questa consigliera regionale di Piacenza all’assemblea nazionale del PD.

Ora, pur con il rispetto di un argomento e di un Partito che non è più il mio, ritengo che qualche considerazione vada fatta, anche in virtù del fatto che quel Partito rappresenta (ancora) la principale forza politica di un campo, quello del centro sinistra, a cui continuerò ad appartenere per cultura e militanza. 

Quindi vi dico, in estrema sintesi, come la penso:

1 - La tipa non mi ha suscitato nessuna tenerezza e nessun entusiasmo. Nel suo intervento non ho trovato un minimo di analisi. Mi ha ricordato, come a molti, la giovane Serracchiani che sparava contro il vecchio gruppo dirigente, salvo poi fare quello che ha fatto, con una parabola discendente ampiamente prevedibile. 

2 - Ha detto cose banali, un compitino da alunno di scuola media, con quel passaggio finale studiato per calarsi nel ruolo della pasionaria e conquistare il suo quarto d’ora di celebrità di wharoliana memoria. Qualcosa che rasenta il nulla cosmico, diciamo. 

3 - Mi è piaciuto il passaggio sul “cordone”, ma la retorica del tornare in mezzo alla gente rappresenta un tormentone stucchevole e, ormai, vuoto. Perché tu per tornare in mezzo alla gente devi sapere cosa dire e dove vuoi andare e questo Partito non lo sa più da tempo, soprattutto a causa di quel gruppo dirigente (“corrente renziana”) che lei da anni, dalla segreteria Renzi alla battaglia sul referendum che ha spaccato Partito e Paese, sostiene. 

Mauro Maggio

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  • Sorrido divertito davanti ai titoloni delle testate on line e a certi post sui social network che esaltano l’intervento di questa consigliera regionale di Piacenza all’assemblea nazionale del PD.

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