di MAURO MAGGIO

Proviamo ad immaginare uno scenario: il centro destra si presenta unito dal Presidente della Repubblica nel secondo giro di consultazioni.

Facendo leva sul suo 36% di coalizione, ottiene l'incarico esplorativo per formare il Governo. Il M5S viene messo all'angolo dalla logica dei numeri, dalla logica Politica, dal loro infantilismo e dalla totale mancanza di visione strategica di lungo periodo. A questo punto, però, al centro destra mancherebbero un pugno di voti per creare una maggioranza solida in grado di governare per cinque anni.
Ed ecco che il diversamente statista Matteo Renzi, ritorna prepotentemente in gioco, accelerando la sua uscita da un PD ormai dissanguato, seguito dai suoi fedelissimi seguaci del giglio magico (tragico) e procedendo nel tentativo di emulazione del presidente francese Macron, darebbe vita al suo movimento personale.
Questo scenario produrrebbe, finalmente, una scossa di assestamento del terremoto politico del 4 marzo, che renderebbe più chiara la situazione politica di questo Paese. Renzi ed i renziani si collocherebbero nel centro destra, svolgendo il ruolo di area moderata cui appartengono per cultura e formazione politica. (Ps: i bene informati sostengono, per esempio, che due programmi televisivi in onda sulle reti Mediaset, quelli di Del Debbio e Belpietro, siano stati chiusi su precisa volontà del loro editore, perché attraverso il populismo ed il razzismo che emergeva nei loro servizi pseudo giornalistici, aumentava il consenso della Lega di Salvini a discapito di FI).
E Sinistra?
A Sinistra si potrebbero, finalmente, aprire quella riflessione e quella discussione collettiva, senza retropensieri e convitati di pietra, che porterebbero allo scioglimento di tutte le forze politiche del variegato arcipelago di Sinistra, promuovendo un grande dibattito nazionale da concludersi con la nascita di un unico Partito della Sinistra, che partendo dai temi del lavoro, dei diritti, delle disuguaglianze, lavori seriamente tra la gente e, facendo opposizione seria, prepari una nuova classe dirigente da presentare tra cinque anni al giudizio degli elettori.
Non so quanto questo scenario sia credibile, ma credo che sia assolutamente il più auspicabile.

 

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    Dopo una plateale battaglia a difesa del mare, con una campagna referendaria utile solo a raccogliere consenso, il Governo dei penta cilatroni ha colpito di nuovo: il  Ministero dello sviluppo economico ha da pochi giorni rilasciato tre nuovi permessi di ricerca di gas e petrolio in mare e, inoltre, ha prorogato una concessione già scaduta da anni.
  • Delle responsabilità di Di Maio padre mi importa quanto il risultato del Derby di Milano e, quindi, praticamente un cazzo. Un pò perché ho altri interessi e cose ben più importanti a cui pensare per perdere tempo dietro alle buffonate, un pò perché entrambi gli eventi sono ininfluenti ai fini della “classifica”. 

  • I social network rappresentano il principale canale di comunicazione oggi esistente nell’italico stivale. Confondendo spesso realtà e fantasia e mistificando le intenzioni con le azioni. In merito ad una delle innumerevoli giravolte social del Ministro (!) Salvini, la migliore risposta, vera e sincera, è stata quella che la Parlamentare Dem Giuditta Pini ha affidato ad un post sulla sua Pagina Facebook. Mi permetto di condividerne il contenuto provando a dare il mio contributo alla sua diffusione.