di Mauro Maggio

 

Quella malefica applicazione di Facebook che ti inchioda ai ricordi degli anni precedenti, questa mattina ha svolto, in piena campagna elettorale, una funzione finalmente positiva.  Mi è apparsa sulla bacheca, una foto di quattro anni fa, quando festeggiammo il 90º compleanno del compagno N'Zino Stippelli. Ho ricordato di aver scritto questo pezzo che, oggi, con piacere, ripropongo. 

Era un po' quello che temevo: tutti vogliono il cambiamento e tutti sono rivoluzionari, finché si resta circoscritti alle chiacchiere sui socialnetwork e allo scambio di opinioni davanti ad un caffè. Ma quando il gioco si fa duro a Squinzano è abitudine girarsi dall'altra parte.

Con la vecchia formulazione dello Statuto dei lavoratori una cosa del genere sarebbe stata fuori discussione. Il Jobs Act, con un intervento mirato, ha depotenziato le tutele e spianato la strada a questi comportamenti da fine ottocento. 

Altro dall'Agorà

  • I social network rappresentano il principale canale di comunicazione oggi esistente nell’italico stivale. Confondendo spesso realtà e fantasia e mistificando le intenzioni con le azioni. In merito ad una delle innumerevoli giravolte social del Ministro (!) Salvini, la migliore risposta, vera e sincera, è stata quella che la Parlamentare Dem Giuditta Pini ha affidato ad un post sulla sua Pagina Facebook. Mi permetto di condividerne il contenuto provando a dare il mio contributo alla sua diffusione.

  • Sorrido divertito davanti ai titoloni delle testate on line e a certi post sui social network che esaltano l’intervento di questa consigliera regionale di Piacenza all’assemblea nazionale del PD.

  • Per alcuni il rischio default è uno spauracchio da agitare sotto il naso dell’opinione pubblica ma, considerando lo stato dei conti del nostro Paese, che rischio corriamo realmente di andare in bancarotta?