di ALESSANDRA BOCCARCO, Coordinatrice Art.1 MDP LeU Nardò

 

Organi di informazione riferiscono che il Comune di Nardò ha venduto la propria quota della farmacia comunale, per un importo che si aggira intorno ai 650 mila euro, ad una società privata di Galatina.

A nostro avviso, la vendita della farmacia comunale è una scelta scriteriata perché i neritini vengono ad essere privati, in questo modo, di un bene pubblico che ha avuto finora un vero ruolo sociale nei confronti delle fasce meno protette della nostra comunità cittadina: si pensi, ad esempio, alla consegna dei medicinali al domicilio di persone non in grado di recarsi in farmacia, al contenimento dei prezzi dei farmaci da banco, ad altri servizi resi gratuitamente all’utenza. La cessione della farmacia, da vari anni ben avviata in un quartiere che era stato trascurato per decenni, appare sempre più essere una vera e propria svendita finalizzata soltanto a reperire risorse da utilizzare a copertura di scelte di spesa operate dall’amministrazione Mellone. Avremo probabilmente qualche manifestazione musicale strapagata in più, mentre i nostri anziani non riceveranno più a domicilio i farmaci a loro indispensabili. Il prezzo di vendita, poi, è obiettivamente insufficiente e inadeguato rispetto al valore reale della partecipazione comunale nella farmacia, che la valutazione (giudicata da molti piuttosto contenuta) fatta propria a suo tempo dal Consiglio Comunale indicava intorno agli 800 mila euro. 150 mila euro non sono un’inezia ed è grave che l’amministrazione Mellone si sia comunque acconciata ad abbassare così tanto la base d’asta e permettere questa svendita indecorosa di un bene appartenente a tutti i cittadini di Nardò. Invito, perciò, i Consiglieri Comunali di minoranza a interessare opportunamente la Corte dei Conti sull’intera vicenda, avuto presente la svendita puo’ configurare un danno erariale per il Comune di Nardò.



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