Quello che si prefigge l’articolo è di fornire un punto di vista. Ho provato ad estrapolare e sintetizzare un ragionamento esposto in una lunga intervista di qualche settimana fa (non vi dirò a chi, lo capirete leggendo).  


Il numero dei migranti in arrivo nel nostro Paese era già drasticamente caduto dall’agosto dell’anno scorso per ragioni che sono del tutto indipendenti dalla politica dei nostri governi. L’instabilità della Libia rende più difficile per i migranti provenienti dall’Africa attraversare la Libia e arrivare verso il Mediterraneo.
Quindi in realtà se uno guarda i numeri, il numero delle persone che sono sbarcate sono poche migliaia già dall’agosto dello scorso anno, molto prima che si insediasse questo governo.
Noi abbiamo vissuto in uno stato di emergenza nazionale perché c’erano 300 persone su una nave e non le si faceva sbarcare, ma in fondo si tratta di un problema piccolissimo. Pochi hanno riflettuto sul fatto che erano alcune centinaia di persone, persone che cercavano di venire in un Paese con 60 milioni di abitanti: in un Paese civile queste persone sarebbero arrivare e non se ne sarebbe accorto nessuno.
Allora io penso che Salvini abbia fatto un’operazione simbolica, efficace, di comunicazione. Salvini non ha risolto il problema, ha cambiato il volto dell’Italia: l’Italia non è più il Paese che li salva e li raccoglie, ma è il Paese che li lascia affogare nel Mediterraneo. Questo disgraziatamente piace a molti italiani. Io lo considero con una certa angoscia questo perché a me sembra una svolta barbarica e tuttavia questo atteggiamento non è una risposta al problema serio di come si governano i flussi migratori.
In altri paesi il problema è più serio, noi siamo fra i Paesi europei in cui la percentuale di cittadini stranieri è più bassa, molto più bassa della Germania, della Francia, del Regno Unito. Tuttavia anche per noi è un problema rilevante, è chiaro che l’8% della popolazione straniera (la grande maggioranza di questi stranieri ricordiamo però è europea) crea un problema di impatto, di assimilazione, di integrazione, di convivenza. Ci vogliono delle politiche per ridurre i disagi che questa convivenza può creare e per massimizzare i vantaggi perché i vantaggi ci sono.
Questa quota di cittadini stranieri produce circa il 10% del Pil italiano, quindi una parte della ricchezza italiana è prodotta da loro.
In alcuni settori di lavoro, penso per esempio le badanti, l’agricoltura, certi settori dell’industria del Nord, gli stranieri sorreggono interi pezzi dell’economia italiana. Ricordo che l’Italia è un Paese sempre più vecchio, con un’età media fra le più alte d’Europa (45 anni), quindi il fatto che arrivino dei giovani non ci fa male e l’Italia è un Paese che è sempre più spopolato. Mi stupisce si dica che siamo un Paese “invaso”: se guardiamo i dati ogni anno l’Italia la popolazione, compreso gli immigrati, diminuisce di 100/150.000 unità.
I dati dimostrano che c’è un grande problema che riguarda la percezione del Paese
Come si è formata questa idea? Come si è formata l’idea che se cacciassimo via questi milioni di persone staremmo meglio? che se li cacciassimo via avremmo il crollo dell’economia nazionale? Non sapremmo più pagare le pensioni, centinaia di famiglie italiane non saprebbero come assistere gli anziani. Quindi c’è un divario immenso, in questo come in altri campi, fra la propaganda che fa questo governo e la realtà del Paese. Questo divario è pericoloso e il giorno in cui ce ne accorgeremo io penso che l’Italia avrà pagato già un prezzo molto alto.
L’Italia è nel mezzo del Mediterraneo ed è quindi fra i Paesi più esposti alla prima ondata migratoria. Di fronte alla situazione creata da Salvini con i porti chiusi, abbiamo avuto due Paesi che hanno dimostrato solidarietà verso l’Italia: la Spagna e l’Albania. Nello stesso tempo, e paradossalmente, il governo italiano abbracciava Orban. Cioè loro abbracciano quei fascisti che gli immigrati non li vogliono. Se l’Italia viene aiutata lo fanno solo i governi socialisti.
Il paradosso è che più socialisti ci sono in Europa più ci aiutano, diciamo, più sono simili a Salvini più ci lasciano soli.

di MASSIMO D’ALEMA 

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Altri compagni di viaggio

  • di ANNA STARITA

    Ho evitato nelle ultime settimane di scrivere di Liberi e Uguali perché non credo che tale dibattito interessi sul serio alle persone. Ho letto, in compenso, numerosi articoli e botta e risposta tramite social e blog. Mi sembra tutto così surreale che ho bisogno di esprimere i miei dubbi, sperando possano essere spunti di riflessione per l'assemblea del 24 novembre.

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  • di ALESSANDRA BOCCARCO, Coordinatrice Art.1 MDP LeU Nardò

     

    Organi di informazione riferiscono che il Comune di Nardò ha venduto la propria quota della farmacia comunale, per un importo che si aggira intorno ai 650 mila euro, ad una società privata di Galatina.