di ANNA STARITA

Ho evitato nelle ultime settimane di scrivere di Liberi e Uguali perché non credo che tale dibattito interessi sul serio alle persone. Ho letto, in compenso, numerosi articoli e botta e risposta tramite social e blog. Mi sembra tutto così surreale che ho bisogno di esprimere i miei dubbi, sperando possano essere spunti di riflessione per l'assemblea del 24 novembre.

LeU ad oggi è sfasciata. SI è uscita, in quanto Fratoianni vuole tentare la strada della lista con de Magistris alle europee. Mdp ieri ha fatto la sua assemblea nazionale e ha deciso di intraprendere un proprio percorso la cui prossima tappa sarà l'assemblea di metà dicembre. Ci sono poi persone fuoriuscite, o quasi, dai tre partiti che originariamente hanno composto la lista di LeU che vorrebbero proseguire con la costituente del partito di Liberi e Uguali. Come diceva Peppe De Cristofaro ciò che manca, per l'unione di tutte queste sigle, è un "minimo comune denominatore". Io non credo assolutamente che questo debba essere rappresentato dal voler essere altro rispetto al pd né tanto meno dal dovere di opposizione all'attuale governo giallo verde, così lontano dai nostri principi e così iniquo per il nostro paese.
Con alcuni compagni più volte si è detto che una soluzione poteva essere un congresso a tesi, di certo più complicato rispetto alla mera conta delle tessere ma che, forse, ci avrebbe permesso un dibattito serio e duro al nostro interno che dimostrerebbe quanto meno a noi stessi e ai cittadini che ciò che ci divide sono i programmi e non le poltrone. Dal 5 marzo, forse anche dal mese di novembre 2017, ad oggi abbiamo perso solo tempo e credibilità. Quella che doveva essere la lezione delle urne non è stata appresa. L'unica vera fortuna è aver eletto alcuni rappresentanti davvero meritevoli, che ogni giorno in Parlamento, nonostante le numerose difficoltà, fanno sentire la nostra (loro) voce. Per il resto abbiamo completamente fallito. Non siamo stati neanche in grado di creare un collegamento tra i cittadini e i nostri rappresentanti. Abbiamo lasciato soli gli uni e gli altri. E ad oggi, dopo non so quante assemblee e iniziative, dopo fin troppi post e petizioni, pensare che seguiranno ancora altre assemblee per suggellare la fine di quello che poteva essere un'opportunità per il Paese, lascia allibiti.
Il 24 novembre saró a Roma, perché credo sia necessario ascoltare chi non ha avuto modo di far sentire in questi mesi la propria voce. Spero che vi saranno anche i rappresentanti dei 3 partiti che hanno composto leu perché se si deve decretare la fine della sinistra per ulteriori divisioni allora i responsabili devono sedere in prima fila e prendersene la responsabilità (che non tutti hanno in modo eguale).
I partiti a sinistra del pd che mi vengono in mente sono: Pap, Rifondazione, Dema, Possibile, SI, Mdp, e poi Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, il Partito Comunista, il Partito di Alternativa Comunista, i Carc. Nonché le associazioni partitiche di Futura, Sinistra Anticapitalista, Sinistra Classe Rivoluzione. E, ancora, Senso Comune, Green Italia e tanti altri. Creare un altro partito, sinceramente, non so quanto senso può avere. Serve un progetto serio, non ulteriori contenitori o cartelli elettorali.

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Altri compagni di viaggio

  • di ANNA STARITA

    Ho evitato nelle ultime settimane di scrivere di Liberi e Uguali perché non credo che tale dibattito interessi sul serio alle persone. Ho letto, in compenso, numerosi articoli e botta e risposta tramite social e blog. Mi sembra tutto così surreale che ho bisogno di esprimere i miei dubbi, sperando possano essere spunti di riflessione per l'assemblea del 24 novembre.

  • Quello che si prefigge l’articolo è di fornire un punto di vista. Ho provato ad estrapolare e sintetizzare un ragionamento esposto in una lunga intervista di qualche settimana fa (non vi dirò a chi, lo capirete leggendo).  

  • di ALESSANDRA BOCCARCO, Coordinatrice Art.1 MDP LeU Nardò

     

    Organi di informazione riferiscono che il Comune di Nardò ha venduto la propria quota della farmacia comunale, per un importo che si aggira intorno ai 650 mila euro, ad una società privata di Galatina.