di MAURO MAGGIO

Le Poste italiane non sono nuove a comportamenti scorretti e fuorvianti.

Ricordate il famoso spot in stile Far West in cui facevano passare l’idea che i loro titoli fossero garantiti dallo Stato con un rendimento del 12,5%, quando in realtà quella percentuale rappresentava la tassazione? 

In questi giorni vi sarà certamente capitato di trovare in televisione alcuni spot che esaltano le qualità dei libretti postali, cercando di combattere le presunte fake news che circolerebbero contro di loro. Il vero problema di Poste Italiane e quelle fake news rappresentano la verità. Infatti questo spot pubblicitario è stato segnalato al Garante come “pubblicità ingannevole”. 

 Mi permetto di farvi un piccolo esempio prendendo carta e penna e senza bisogno di calcolatrice:

Provate a lasciare sul libretto ordinario 6.000 euro per 5 anni, ipotizzando il tasso netto dello 0,0074% (esattamente la media del rendimento effettivo registrata negli ultimi anni) e il bollo di 34,20 euro (applicato se la giacenza media annua è superiore ai 5.000 euro), dopo 5 anni vi ritroverete sul libretto la bellezza di 5.831,20 euro, ottenendo una perdita di 168 euro.

Io, sommessamente, vi consiglierei di svegliarvi e rivolgervi ad un esperto del settore che potrebbe consigliarvi per il meglio. 

 

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