Che un investitore (o presunto tale) nell’anno 2018 d.C. continui a porre al suo interlocutore/consulente la fatidica domanda “che tasso mi dai?” è la triste normalità. Che molti consulenti vadano in affanno e non siano in grado di contrastare questo approccio vintage stile anni 80 è, però, abbastanza grave. E allora, nel pieno del terzo millennio, diciamocela la verità fuori dai denti e proviamo a farci capire.

Va bene, Dottore, ma che tasso mi dai? La risposta esatta sarebbe, ovviamente, “stoTasso”, ma siamo professionisti e teniamo, giustamente, la lingua a freno. Vuoi sapere che rendimento posso darti, eccoti servito:

Il primo rendimento che posso aiutarti ad avere è quello pagato dai mercati finanziari. Una cosa va chiarita subito: non è certo, non è sicuro, è “atteso”. Vuol dire che può essere stimato, ipotizzato, magari anche probabile, ma non è certo, mai. Quando decidi di investire il “tasso garantito” equivale ad un brontosauro estinto (tranne rarissime eccezioni e, se vuoi, te le illustro). Chi ti dice il contrario mente. E su tu gli credi lo stai autorizzando a prenderti per il culo. Il rendimento atteso del tuo portafoglio dipende da quello che ci mettiamo dentro, da come lo facciamo e dall’orizzonte temporale che prevedi di avere davanti. Ogni attività finanziaria concede un premio proporzionale al rischio che tu decidi di correre. Punto. Non c’è trucco e non c’è inganno, signori, non esistono scorciatoie, non esistono algoritmi magici. Ci sono solo numeri, verificabili da chiunque. 

 Ora se vuoi, caro cliente, un rendimento certo io posso dartelo e te lo sottoscrivo. Ma non è un rendimento fatto di percentuali e di numeri, bensì di competenza e professionalità. Prova a rispondere a queste sei domande:

1- Quanto conta per te essere finanziariamente tranquillo, qualsiasi cosa accada? 

2- Quanto conta per te non prosciugare tutti i tuoi risparmi per curarti quando sarai vecchio o (speriamo mai) gravemente malato? 

3- Quanto conta per te la tranquillità di avere una pensione certa ed adeguata al tuo stile di vita?

4- Quanto conta per te garantire un percorso di studi adeguato ai tuoi figli? 

5- Quanto conta per te la sicurezza di lasciare la tua ricchezza ai tuoi eredi, quando tra cent’anni sarai passato a miglior vita, senza che lo Stato se ne prenda circa la metà? 

6- Quanto conta per te impostare strategie di risparmio fiscale? 

Rispondi con sincerità, caro cliente. E dopo che lo avrai fatto, avrai la disposta sul “tasso” che posso offrirti. 

Mauro Maggio

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