Io partirei da due domande semplici semplici:

1 - è obbligatoria? 

2 - è necessaria? 

Le risposte sono altrettanto semplici: 

1 - no, non è obbligatoria, e chi ti dice il contrario vuole solo rifilarti un prodotto.

2 - si, è necessaria, se non vuoi che, in caso di prematura chiamata del Creatore, il tuo mutuo non ricada sulle spalle dei tuoi cari, magari di un figlio piccolo e che essi, non potendo onorare l’impegno, debbano restituire la casa alla banca. 

Proprio in virtù di questo bisogno di tranquillità, negli ultimi anni si è notevolmente diffusa la pratica commerciale di abbinare a mutui e prestiti una polizza vita di tipo TCM (Temporanea Caso Morte). Cercherò di fornire una breve guida per capire meglio quali sono le caratteristiche delle polizze assicurative a copertura del mutuo e come è cambiata la disciplina a tutela del consumatore.

Sottoscrivere una polizza assicurativa in abbinamento al contratto di mutuo ipotecario consente di rendere indenni gli eredi in caso di premorienza del soggetto sottoscrittore. Le polizze più recenti, le CPI (Credit Protection Insurance) abbinano alla copertura caso morte anche le coperture di invalidità permanente e di perdita involontaria del posto di lavoro, allargando il ventaglio dei casi di sofferenza finanziaria in presenza di un impegno economico da sopportare. Con la riforma del RUI (Registro Unico degli Intermediari), le banche e gli altri intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’art. 107 del TUB, divenuti con il nuovo Codice delle Assicurazioni Private, intermediari assicurativi iscritti alla sezione D del RUI, hanno sempre proposto tali polizze con la clausola che il beneficiario/vincolatario della Polizza TCM fosse la Banca stessa erogante il mutuo o il prestito. La banca, in una situazione come questa, risulta essere totalmente garantita al verificarsi del decesso del debitore/assicurato, è questa ricerca di sicurezza ha portato questa pratica ad essere considerata vincolante all’erogazione del mutuo o prestito. 

È facile immaginare come la banca abbia sempre incassato sia le provvigioni che gli interessi sul prestito concesso per finanziare il premio. In certi casi, si può trattare anche di migliaia di euro da pagarsi anticipatamente per l’intera durata del credito concesso.

Questa prassi commerciale che ha alimentato i bilanci bancari per anni ha creato conflitti d’interessi e l’Organismo di Vigilanza è intervenuto per porre fine alla “duplice” veste della banca in qualità di intermediario e di beneficiario/vincolatario. La condizione del contraente delle CPI è sempre stata debole. Dopo numerosi esposti da parte dei consumatori del credito che hanno denunciato il comportamento scorretto delle banche nella distribuzione delle polizze connesse ai mutui, finalmente oggi la disciplina legislativa ha previsto che “nel caso di polizze abbinati a prestiti collocate dalle stesse banche erogatrici del prestito, l’importo dei premi pagati dai consumatori è notevolmente più elevato, se comparato con il livello dei premi relativi alle stesse polizze quando offerte da altri intermediari assicurativi. Ciò viene a dipendere dalle provvigioni applicate sul premio e percepite dalle banche”. Inoltre, ogni consumatore del credito deve ricordare quanto redatto e previsto dall’art.28 del Decreto liberalizzazioni “Cresci Italia”: “Le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari se condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi”.

Il mio consiglio è quello di ricercare sul mercato assicurativo la migliore offerta da abbinare al contratto di mutuo ipotecario. È bene confrontare tra diversi preventivi, partendo dall’assunto che determinate polizze hanno un costo più basso per le compagnie assicurative che, rispetto alle banche, svolgono messo passaggi nella suddivisione delle provvigioni spettanti. 

 

Pin It

Alltro da My Job

  • Io partirei da due domande semplici semplici:

    1 - è obbligatoria? 

    2 - è necessaria? 

    Le risposte sono altrettanto semplici: 

    1 - no, non è obbligatoria, e chi ti dice il contrario vuole solo rifilarti un prodotto.

    2 - si, è necessaria, se non vuoi che, in caso di prematura chiamata del Creatore, il tuo mutuo non ricada sulle spalle dei tuoi cari, magari di un figlio piccolo e che essi, non potendo onorare l’impegno, debbano restituire la casa alla banca. 

  • Che un investitore (o presunto tale) nell’anno 2018 d.C. continui a porre al suo interlocutore/consulente la fatidica domanda “che tasso mi dai?” è la triste normalità. Che molti consulenti vadano in affanno e non siano in grado di contrastare questo approccio vintage stile anni 80 è, però, abbastanza grave. E allora, nel pieno del terzo millennio, diciamocela la verità fuori dai denti e proviamo a farci capire.

  • Si annuncia un nuovo bagno di sangue per i risparmiatori che hanno scelto Poste Italiane.