di MAURO MAGGIO

 

È un’amara verità: in futuro sempre più vicino, gli assegni pensionistici saranno sempre più bassi; ecco perché per assicurarsi una pensione in grado d8 farci vivere la vecchiaia con serenità,  è importante investire i nostri risparmi in un fondo pensione o in un portafoglio d’investimento personale. Provo qui a fornire qualche indicazione suddividendo la problematica in paragrafi distinti: 

Come assicurarsi una pensione?

Nel nostro Paese è in atto un vero e proprio processo di invecchiamento demografico, con i giovani, che finanziano le casse dell’INPS versando i contributi, che diminuiscono vertiginosamente rispetto agli attuali pensionati, gli over 65. Questo ha debilitato irreversibilmente le casse dell’INPS, rendendo necessarie alcune riforme pensionistiche adottate in questi anni: 

  • il passaggio dal sistema retributivo a contributivo (dal 1° gennaio 1996) 
  • l’adeguamento con le aspettative di vita, previsto dalla Legge Fornero.

Con il risultato devastante che i giovani di oggi andranno in pensione sempre più tardi e, a causa del metodo di calcolo contributivo sommato alle difficoltà nel trovare un lavoro stabile e ben pagato, percependo un assegno previdenziale molto basso. Le stime pubblicate dalla ragioneria dello Stato ci dicono che, andando in pensione con un’anzianità lavorativa tra i 15 e i 20 anni, molto difficilmente si potrà ottenere una pensione superiore al 50% dell’ultima retribuzione percepita: una miseria, diciamo. Da anni si discute dell’introduzione di una pensione di garanzia, così da tutelare tutti i giovani penalizzati dalle nuove riforme. In attesa che un provvedimento di questo tipo venga approvato (e permettetemi di essere scettico sul tema, anche considerando la totale inadeguatezza dell’attuale classe politica), è importante capire come assicurarsi una pensione dignitosa, nonostante le difficoltà del sistema. 

L’importanza del secondo pilastro

Quando si parla di assicurarsi una pensione si pensa subito a quello che è stato definito “il secondo pilastro della previdenza”, vale a dire la pensione integrativa. Infatti, se l’attuale sistema previdenziale ci impedisce di avere una pensione adeguata al costo della vita, l’unica soluzione è quella di provvedere personalmente ad “integrare” la nostra futura pensione. Diventa di fondamentale importanza aderire ad un fondo pensione al quale si può accedere versando un proprio contributo volontario e/o l’accantonamento TFR, così da garantirci un assegno aggiuntivo a quello che, al raggiungimento di requisiti pensionistici, ci verrà riconosciuto dall’INPS.

A tal proposito è bene sapere che esistono due tipologie di fondi pensione: I fondi negoziali (detti anche “chiusi”) nati dall’accordo tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali di settori, aziende o categorie specifiche. Vi possono aderire solo i lavoratori impiegati in quel determinato settore (si pensi ad esempio al Fondo Cometa dei lavoratori del settore metalmeccanico); I non negoziali (detti anche “aperti”) sono rivolti a tutti i lavoratori di tutti i settori e sono distribuiti da banche, società finanziarie e compagnie di assicurazioni. Vista la differenza notevole con i fondi negoziali, si dice che questi costituiscono il “terzo pilastro”. Il loro funzionamento, però, è simile: il lavoratore infatti contribuisce personalmente ad accrescere il proprio montante contributivo scegliendo, di destinare il TFR al fondo pensione o anche versando regolarmente un contributo volontario. Il capitale finale dipende sia da quanto è stato versato che dalla rendita sullo stesso riconosciuta dal fondo. Al momento del raggiungimento della pensione, quindi, sarà il titolare a scegliere se convertire tutto il capitale maturato negli anni in una rendita mensile (quindi in pensione integrativa) o se convertirne solo per una parte, ottenendo la parte restante in forma capitale. 

Creare un portafoglio d’investimento personale

In questo caso non si può parlare di una vera e propria “pensione”, tuttavia creando un portafoglio d’investimento personale è comunque possibile garantirsi una rendita integrativa che si andrà ad aggiungere alla pensione riconosciuta dallo Stato. Ci sono diversi prodotti finanziari con i quali è possibile creare un portafoglio d’investimento personale: ad esempio le obbligazioni, gli ETF o anche i fondi comuni di investimento, i quali possono essere sottoscritti anche tramite dei Piani di Accumulo. A differenza dei fondi pensione, il portafoglio d’investimento personale ha il vantaggio di avere dei costi di gestione contenuti, oltre alla massima libertà di decidere come utilizzare il proprio capitale. Allo stesso tempo, però, c’è lo svantaggio di non avere alcuna agevolazione fiscale. 

Come amo sottolineare, la scelta migliore è sempre quella di superare le diffidenze e dedicare un’ora del proprio tempo per una chiacchierata con 7n esperto del settore. L’investimento in “conoscenza” rende sempre il miglio interesse. 

 

 

 

 

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