di Mauro Maggio

Tra gli Italiani e le compagnie assicurative esiste un rapporto consolidato eppure, spesso, conflittuale. Secondo una ricerca del 2016 pubblicata da "il Sole 24 Ore", gli italiani, pur riconoscendo la grande importanza della protezione dei rischi quali ad esempio l’invalidità e la vecchiaia, non sembrano fidarsi totalmente e, soprattutto, dichiarano di non trovare il supporto atteso dagli intermediari assicurativi.

La nuova legge sulla "concorrenza", approvata il 29 agosto dopo oltre due anni di gestazione in Parlamento, prevede alcune importanti novità in tema di previdenza complementare (decreto legislativo n. 252/2005), venendo incontro alle sollecitazioni della Covip (l'autorità di vigilanza del settore).

Ogni lavoratore dipendente usufruisce di un accantonamento ricorrente finalizzato alla futura liquidazione.

{jcomments on}Tutti i nodi vengono al pettine, anche quelli di Poste Italiane. 

Alltro da My Job

  • Io partirei da due domande semplici semplici:

    1 - è obbligatoria? 

    2 - è necessaria? 

    Le risposte sono altrettanto semplici: 

    1 - no, non è obbligatoria, e chi ti dice il contrario vuole solo rifilarti un prodotto.

    2 - si, è necessaria, se non vuoi che, in caso di prematura chiamata del Creatore, il tuo mutuo non ricada sulle spalle dei tuoi cari, magari di un figlio piccolo e che essi, non potendo onorare l’impegno, debbano restituire la casa alla banca. 

  • Che un investitore (o presunto tale) nell’anno 2018 d.C. continui a porre al suo interlocutore/consulente la fatidica domanda “che tasso mi dai?” è la triste normalità. Che molti consulenti vadano in affanno e non siano in grado di contrastare questo approccio vintage stile anni 80 è, però, abbastanza grave. E allora, nel pieno del terzo millennio, diciamocela la verità fuori dai denti e proviamo a farci capire.

  • Si annuncia un nuovo bagno di sangue per i risparmiatori che hanno scelto Poste Italiane.