di MAURO MAGGIO

CR7 è il simbolo del calcio e del calciatore moderno. È sfacciato ed irriverente ma, al contrario di decine di suoi colleghi che recitano il ruolo del fenomeno sregolato, lui fenomeno lo è per davvero. Segna da tutte le posizioni, corre, lotta, dribbla, trascina i compagni, è leader in campo e fuori, delizia le folle con giocate di alta classe combinate ad una forza muscolare esplosiva. Oggi ne parlano tutti, ma la vicenda che stiamo per raccontarvi, sapientemente sintetizzata sulla pagina Facebook “juventini esistenzialisti” è qualcosa che ha a che fare con la Storia. Correva l’anno 2002 e gli emissari della Juventus, quella imbattibile della triade dietro la scrivania e con Marcello Lippi in panchina, si trovavano in Portogallo per osservare le prestazioni di un talento lusitano: Quaresma. Gigi Di Marzio, braccio destro di Moggi e leader degli scout juventini, fu invece colpito favorevolmente dalle prestazioni di un giovanissimo ragazzo dello Sporting Lisbona. Era, appunto, Cristiano Ronaldo. 

Chiamò immediatamente Big Luciano per segnalare il piccolo e potenziale fenomeno e lo stesso, con il suo famosissimo fiuto, si precipitò in Portogallo cercando di realizzare una delle sue famigerate trattative-lampo. Furono offerti allo Sporting Lisbona, società detentrice del cartellino del giovane Cristiano, 2,5 milioni di euro e come contropartita il cartellino del  cileno Marcelo Salas. La trattativa saltò nel giro di pochissimi giorni, da un lato per il rifiuto di Salas di trasferirsi allo Sporting preferendo, una volta venuta meno la possibilità di affermarsi nella Juventus, il trasferimento al River Plate, nel suo Sudamerica. Dall’altro lato l’errore di Luciano Moggi fu quello di considerare eccessiva la valutazione di 10 milioni di euro cash per un ragazzo di 18 anni.

Poi le cose andarono come tutti sappiamo, la Juventus continuò a vincere imponendosi come una delle squadre più forti del mondo e quel giovane talento fu acquistato dal Manchester United, dando l’inizio ad una carriera strepitosa che ancora oggi lo pone alla ribalta come il più grande giocatore del mondo. Questa è storia. La storia può essere raccontata, alcuni possono tentare di interpretarla. Quelle di queste ore, invece, sembrano solo suggestioni. CR7  ha 33 anni, quasi 34. Rappresenterebbe senz’altro un colpo straordinario dal punto di vista mediatico con ripercussioni commerciali stratosferiche e con un delirio di sponsor. Porterebbe la Juventus ad essere, ancora una volta la più forte in Italia e, probabilmente, scalerebbe gradini importanti a livello europeo. Ma nutro fortissime perplessità sul fatto che dirigenti attenti come Agnelli, Marotta e Paratici possano mettere in piedi un’ operazione da 500 milioni di euro per un calciatore su cui è impossibile programmare un orizzonte di medio-lungo periodo. Però le suggestioni, come i Sogni, sono stupende e rendono la nostra vita ancora più bella, e comunque vadano le cose la Juventus, anche solo con queste voci, continua a farci sognare. 

 

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Altri Pensieri Spettinati

  • I più giovani, probabilmente, non ne hanno mai sentito parlare, se non per averlo visto come vice CT del Belgio negli ultimi Campionati del Mondo. 

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     Partiamo da una premessa: è sacrosanto che qualsiasi lavoratore abbia il diritto al riposo nei giorni di festa. Fatte salve alcune festività inviolabili: Natale, Capodanno, 1 Maggio, 25 Aprile, Pasqua, su tutto il resto è necessario aprire un dibattito franco e sincero.

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